giovedì 18 settembre 2014

Una nuova piccola combattente per la dignità al Condominio Sociale



Socialog è lieto di annunciare la nascita di una nuova piccola occupante. Un fiocco da oggi adornerà il portone del condominio Sociale di via Mario de Maria.
Una nascita non può che essere momento di grande gioia e felicità, anche quando la
situazione economica non è delle migliori,

Negli ultimi nove mesi Hicham sua moglie Nura e la piccola Amira hanno vissuto sulla propria
pelle il dramma della perdita del lavoro e la conseguente perdita della casa.
Da nove mesi hanno deciso di non darla vinta a questo ingiusto sistema che ci vuole
automaticamente privare della dignità, e lottando con tenacia sono riusciti non solo
ad avere una casa, occupando e autorecuperando un edificio inutilizzato da vent'anni in
via Mario de Maria, ma anche a dare un nuovo senso alla loro vita, un'altra figlia,
un'altra speranza e un tetto sotto il quale poter vivere, essere felici e accudire una
famiglia. Ribadiamo, e non ci stancheremo mai di farlo, a chi vuole con il piano casa impedire
l'accesso a diritti fondamentali come la sanità e l'istruzione, che la dignità di una
famiglia non si calpesta e non si sgombera. Che è illegittimo cercare di ostacolare i
tentativi di riscatto di una dignità svilita dall'ingiusto sfratto per morosità incolpevole,
che la pratica di riappropriazione di stabili vuoti e inutilizzati rappresenta, oggi,
l'unica reale soluzione al problema dell'emergenza abitativa, l'unica possibilità per una
famiglia di rimanere unita e affrontare il futuro con serenità potendo progettare anche
l'arrivo di nuovi figli. Del resto chi lotta per vedere riconosciuti i propri diritti non è mai solo, il 19 ottobre
migliaia di voci si sono levate al grido di casa, reddito e dignità, e da oggi a questa lotta
si unirà anche la piccola figlia di Hicham e Nura. Benvenuta nuova piccola combattente per la dignità.
Diritto alla maternità, diritto alla sanità, diritto all'istruzione per tutti!

martedì 9 settembre 2014

Picchetto anti sfratto #Abdelnonesce


Questa mattina insieme alle famiglie solidali, gli occupanti di via mario de maria e di Mura di Porta Galliera e a Social Log ci siamo mobilitati con un picchetto antisfratto per difendere la casa di Abdel e dei suoi tre figli minorenni, in quartiere Navile. La situazione di Abdel è comune a centinaia di altre famiglie che a Bologna sono state parcheggiate in alloggi temporanei del Acer in vista dell'assegnazione definitiva. Dopo quattro anni di promesse però, neanche l'ombra di una soluzione che accenni a risolvere il problema della casa di questa famiglia, nonostante il buon posizionamento nella graduatoria di accesso all'edilizia residenziale pubblica, non ha potuto completare il passaggio nell'alloggio definitivo a causa della perdita del lavoro che costituisce uno dei requisiti minimi per accedere alle assegnazioni definitive di una casa popolare. 

  Un problema emergenziale in costante peggioramento che accomuna il destino di migliaia di famiglie, 2000 solo quest'anno, che perderanno la casa a causa di una morosità incolpevole, dovuta alla crisi e alla perdita del lavoro. A fronte di questi dati, le politiche abitative del Governo non sembrano minimamente prendersi cura di quella che è diventata una vera e propria emergenza sociale, le scelte politiche delineate dal piano casa del ministro lupi non solo non propongono nessuna misura per arginare l'emergenza ma appaiono coscientemente orientate a rifiutare, per questioni ideologiche, gli unici strumenti di risoluzione del problema, quali il blocco degli sfratti , il riuso di immobili sfitti e inutilizzati ed il rifinanziamento dell'edilizia residenziale pubblica. Al contrario di ciò che dovrebbe essere fatto il Piano casa mette in campo una politica di defiscalizzazione per le imprese del mattone che destineranno parte del costruito al social Housing, inaccessibile per le famiglie senza reddito. Questa non è una soluzione, ma l'ennesimo sperpero di denaro pubblico a favore della speculazione e della rendita immobiliare, che reimmetterà sul libero mercato nuovi immobili dei quali nessuna delle migliaia di famiglie che vive in situazione di disagio abitativo potrà usufruire perchè lontanissimi dalla possibilità economica dei più. 

Per questo la lotta per il diritto all'abitare, i picchetti anti sfratto e le occupazioni rimangono ancora oggi l'unico metodo per consentire a centinaia di famiglie di poter vivere dignitosamente ed avere una abitazione. Il picchetto anti sfratto di oggi, con la vittoria strappata di 3 mesi di rinvio dopo ore di trattativa, ha permesso ad Abdel di riportare serenità nella propria famiglia ed ai propri figli, consentendogli d' iniziare il nuovo anno scolastico con la tranquillità che tutti i bambini dovrebbero avere. Diamo quindi appuntamento alle prossime iniziative di lotta contro il piano casa per rivendicare il diritto alla maternità, all'infanzia, all'istruzione, alla salute e alla dignità che l'articolo 5 ha strappato via dalla vita di tantissimi uomini e donne che ha causa della perdita del lavoro hanno perso la casa. Rilanciamo infine l'appello allo sciopero sociale metropolitano per il 16 ottobre promosso dai movimenti per il diritto all'abitare e contro l'austerità in tutta Itala.

martedì 2 settembre 2014

Presidio RIBALTIAMO IL PIANO CASA





In occasione del tavolo di discussione sulla questione abitativa, instaurato dall'amministrazione comunale, per elaborare soluzioni all’emergenza casa, stamattina come Social Log abbiamo tenuto un presidio in piazza maggiore (davanti palazzo D’accursio) per continuare la mobilitazione nazionale contro il piano casa e l'articolo 5.  

Dopo 3 ore di presidio, ci siamo mossi in corteo fino a piazza XX settembre per portare in città le motivazioni che ci hanno spinto a dare continuità alla battaglia contro il piano casa per rivendicare il diritto alla maternità, all'infanzia, all'istruzione, alla salute e alla dignità che l'articolo 5 ha strappato via dalla vita di tantissimi uomini e donne che ha causa della perdita del lavoro hanno perso la casa. Con oggi abbiamo voluto ribadire ancora una volta che il governo Renzi con il suo piano casa non ha fatto altro che aggravare la situazione dell'emergenza abitativa esistente in questo paese. L'attacco alle occupazioni, operato dall'articolo 5 del piano casa, con l’impossibilità di allacciare le utenze e non ricevere la residenza si sta traducendo in una più ampia offensiva nei confronti di chi nella spirale della crisi si è trovato senza una tetto.  

Ci chiediamo come sia possibile che il piano casa, per risolvere l'emergenza abitativa, attacchi chi una casa l'ha già trovata, contribuendo a riqualificare luoghi abbandonati e fette di quartieri in logoramento. Ci chiediamo come sia possibile che l'articolo 5 del piano casa, pensi di risolvere qualcosa impedendo a migliaia di donne, uomini e bambini di vivere con dignità, togliendogli il diritto ad istruirsi e alle cure sanitarie specialistiche, sopprimendo così diritti inviolabili. Ci chiediamo come sia possibile non accorgersi della sofferenza generata dalla crisi e la devastazione sociale che sta producendo.

 Noi a questo attacco risponderemo come sempre hanno fatto i movimenti di lotta per la casa, con il coraggio e la resistenza di chi non ha più nulla da perdere, lotteremo insieme per riprenderci dignità, reddito ed una casa. Diamo quindi appuntamento alle prossime iniziative di lotta contro il piano casa e l'articolo 5 e rilanciamo all'appello allo sciopero sociale metropolitano per il 16 ottobre promosso dai movimenti per il diritto all'abitare e contro l'austerità in tutta Italia.

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