giovedì 30 ottobre 2014

Presidio per il riallacciamento dell'acqua al Condominio Sociale


Questa mattina, dopo 24 ore dal distacco dell'acqua nel condominio sociale di via Mario De Maria, social log, ha indetto un presidio dentro il palazzo del comune di Bologna. Occupanti, solidali e attivisti hanno partecipato numerosi e sono riusciti ad ottenere un incontrato con l'assessore alla casa Riccardo Malagoli. Dall' incontro è emerso che finalmente l'amministrazione comunale inizia a prendere in considerazione le proposte e le prospettive dei movimenti di lotta per la casa, riconoscendo l'esistenza di una situazione di emergenza abitativa a cui il piano casa del governo Renzi non riesce minimamente a far fronte, acuendo al contrario le criticità già presenti.
L'esposto dell'articolo 5, con il quale si vorrebbero privare migliaia di persone dei fondamentali diritti alle utenze, all'istruzione e alla sanità appare di dubbia costituzionalità, anche ai nostri amministratori, che quindi si sono attivati per evitare che 32 famiglie e 25 minori , fossero costretti a vivere privati dell'accesso all'acqua potabile. La determinazione e la dignità degli occupanti sono riuscite a conquistare la possibilità che da oggi il condominio sociale di via Mario De Maria sia rifornito di acqua potabile, fino a martedì, giorno in cui dovrebbe avvenire il riallaccio al sistema idrico.
Una vittoria che unita alla nascita di un altra piccola occupante, avvenuta questa mattina, ci rallegra e ci dona maggiore forza per affrontare le innumerevoli battaglie per il diritto all'abitare e contro il piano casa.

mercoledì 29 ottobre 2014

Distaccamento dell'acqua al Condominio Sociale di via Mario de Maria


Questa mattina il piano casa, quel decreto che secondo gli amministratori dello stato dovrebbe servire a risolvere il dramma dell'emergenza abitativa in questo paese, ha fatto il sua ingresso anche a Bologna, con stupore e dispiacere gli abitanti del condominio sociale di via Mario De Maria hanno scoperto che lo stabile che da mesi stanno autorecuperando è stato privato dell'acqua corrente. Dalle 6 di mattina la ditta Cea, a cui Hera, la municipalizzata di gestione dei servizi idrici, appalta i lavori pubblici è intervenuta con un cantiere in via De Maria, dichiarando inizialmente di dover effettuare soltanto lavori di manutenzione straordinaria dovuti ad una perdita, effettuando, invece, il sezionamento della conduttura idrica del condominio. Così alle 12 gli abitanti, del condominio sociale, tra cui innumerevoli minori, si sono ritrovati, senza neanche preavviso, privati di quello che è un diritto fondamentale, l'accesso all'acqua. L'articolo 24 della convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 recita:” Gli Stati riconoscono il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si sforzano di garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi. (...) e la fornitura di alimenti nutritivi e di acqua potabile” Che il diritto internazionale non sia una scienza certa e la sua applicazione possa essere considerata di rado come valida per gli stati che hanno siglato accordi e convenzioni, ne abbiamo costante conferma. Ma che, nei paesi “sviluppati”, si possa arrivare a disattendere diritti umani fondamentali, questo si, che risulta una spiacevole novità. L'articolo 5 del piano casa del governo Renzi, sembra non aver il benché minimo rispetto ne dei diritti internazionali, ne della vita di migliaia di uomini, donne e bambini. L'impossibilità di aver accesso, per tutte quelle persone che oggi si trovano a vivere in occupazione, a diritti primari come le utenze, luce, gas e acqua, istruzione, sanità e la possibilità di rinnovare i documenti, appare a gli occhi di chi è costretto a vivere nella crisi, non solo una palese violazione dei diritti umani, ma soprattutto una provocazione, nei confronti dell'unico soggetto sociale che ha dimostrato negli ultimi anni la capacità di rivendicare una vita migliore, diritti e dignità. Di fronte a una situazione che vede calpestati diritti fondamentali dell'uomo, non si può rimanere indifferenti, soprattutto se a pagarne le conseguenze ci sono, tra gli altri, due neonati di pochi mesi, una donna al 9 mese di gravidanza e 24 minori in età scolare. Un simile attacco alla vita va difeso con tutte le nostre forze, e se l'unica possibilità di trovare una soluzione è lottare, noi non ci siamo mai sottratti alla lotta. Qui ci sono in gioco la vita ed il futuro di 32 famiglie che hanno scelto di vivere dignitosamente autorecuperando un palazzo vuoto da più di 20 anni, che hanno sempre cercato il confronto con la proprietà, per evitare che quel palazzo, continuasse a rimanere vuoto e decadente, trovando dall'altra parte solo porte chiuse, indifferenza ed insulti. Oggi non vogliamo interrogarci su che tipo di persona sia colui che ha speso 1.500 euro per privare dell'acqua 32 famiglie e 24 bambini, oggi vogliamo auguraci che l'indifferenza, l'individualismo e l'avidità di alcuni vengo spazzata via dalla solidarietà del bisogno di riscatto e dalla dignità di molti, per questo invitiamo tutti e tutte e prendere parte alla lotta per il riallacciamento dell'acqua, e al diritto all'accesso universale di questo bene di tutt*

mercoledì 22 ottobre 2014

Contestazione alla fiera della speculazione SAIE






La città del futuro siamo noi! L'autorecupero è la soluzione, il Saie il problema! Questa mattina come movimento di lotta per il diritto all’abitare siamo andati a contestare l’inaugurazione del Saie (salone internazionale dell'industrializzazione edilizia). Un corteo partecipato dagli occupanti di case, dagli studenti che non riescono a pagare gli affitti, e dai facchini in lotta nelle cooperative. Ci siamo diretti alle porte del SAIE, e abbiamo bloccato l’ingresso per ore, per dire ai signori del cemento e a tutti i partecipanti al SAIE che l'unica possibile via d'uscita alla devastazione e alla crisi abitativa è L'AUTORECUPERO E LA RIQUALIFICAZIONE DEL COSTRUITO E NON UTILIZZATO. Il 30% del suolo del nostro paese è coperto da edifici e si stima che ogni famiglia potrebbe possedere più di un appartamento a testa. Interi territori sono stati devastati da costruzione selvaggia che è le principale responsabili di catastrofi ambientali come quelle avvenute a Genova, Olbia e in Maremma. Eppure oggi il presidente di Confindustria Squinzi ha avuto il coraggio di affermare che l’unica soluzione per uscire dalla crisi è altro consumo di suolo, altro cemento e altre grandi opere! A questa provocazione rispondiamo con la lotta allo Sblocca Italia e Piano Casa di Renzi, entrambi provvedimenti utili a riempire le tasche delle cricche di costruttori, palazzinari, e speculatori. Noi che l’emergenza abitativa la combattiamo tutti i giorni sappiamo che non c'è bisogno di costruire nuovi immobili, ma di AUTORECUPERARE ciò che già esiste ed è già stato costruito, solo in questo modo potremo salvare le nuove generazioni e i nostri figli dalle catastrofi ambientali e contemporaneamente risolvere l'emergenza sociale determinata dal dramma della morosità incolpevole che porta allo sfratto e alla perdita della casa. Così come riteniamo che l’unico atto di civiltà nella nostra città come altrove sia una moratoria immediata di sgomberi e sfratti, accompagnata dall’abolizione dell’articolo 5 del Piano Casa che abolisce il diritto all’infanzia, sanità, maternità, salute e accesso al lavoro e alla residenza per tutti quelli che sono costretti ad occupare per vivere dignitosamente. Quella di oggi è stata un’altra tappa dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare che, forti dello sciopero sociale del 16 ottobre, in tutta Italia sono pronti a nuove occupazioni per continuare a togliere spazio agli speculatori e alla rendita immobiliare. Il 14 novembre sarà una nuova occasione di convergenza per i movimenti che al grido di “Sciopero Metropolitano” avranno l’occasione per dare battaglia alla precarietà e all’austerità. Questa è la nostra Bologna, città meticcia, città del futuro, dove il sogno per cui nessuno sia più senza una casa sta diventando realtà.

martedì 21 ottobre 2014

Renzi fa dietrofront! Domani in strada la lotta per l'autorecupero


L’ufficio stampa del SAIE fa sapere che il premier Renzi ha rinunciato a tagliare il nastro alla fiera dei padroni del cemento e della speculazione immobiliare. Dopo il disastro di Genova e l’annunciata contestazione il presidente del consiglio preferisce starsene lontano dai riflettori puntati per battezzare lo scellerato consumo di suolo, grandi opere inutili, cemento e speculazione edilizia di cui il SAIE è l’esposizione ufficiale. Il decreto Sblocca Italia infatti è l’esempio di chi come unica soluzione per la sperata sopravvivenza alla crisi promuove il consumo di suolo e cementificazione. 

Per quanto riguarda il movimento per il diritto all’abitare SocialLog di Bologna vogliamo confermare la nostra iniziativa di lotta per mostrare alla città le nostre mani sporche di calcinacci, berretti antinfortunio, mascherine e sudore che vengono dal tenace e paziente lavoro di autorecupero del patrimonio immobiliare abbandonato, sfitto e lasciato in mano alla speculazione edilizia di privati che guadagnano sulla sofferenza di migliaia e migliaia di abitanti della nostra città sotto sfratto o già senza casa.

Proprio oggi abbiamo difeso l’anziana signora Rosa, ammalata da tempo, da uno sfratto crudele che l’avrebbe lasciata sul marciapiede, e domani con la stessa passione e determinazione porteremo in piazza la dignità e il coraggio di chi sta lottando per il diritto all’abitare per tutti e tutte, e nella pratica dell’autorecupero ha trovato una soluzione differente dal marciapiede o da un ponte.

Con lo stesso spirito diamo appuntamento alle 18:30 a SocialLog in Viale Masini 10 dove verranno da Genova i compagni di Re-up, protagonisti insieme alla popolazione della risposta all’emergenza alluvione, e i compagni di Alessandria NoTav-Terzo Valico che da tempo si battono contro le devastazioni ambientali della grande opera che sta scatenando calamità e disastri.

No Piano Casa! No articolo 5! CASA REDDITO E DIGNITA' PER TUTTI E TUTTE!

sabato 18 ottobre 2014

Flash mob verso l'inaugurazione del SAIE



In Italia si consumano 8 metri quadrati di suolo al secondo, migliaia di ettari di terreni agricoli che vengono trasformati in porzioni di suolo edificabili. Moltissime sono le imprese edili e di costruzione che mettendo a valore il suolo producono lauti guadagni con colate di cemento, ferro e asfalto. Interi territori sono stati devastati da pratiche di costruzione selvaggia che sono le principali responsabili di catastrofi ambientali come quelle avvenute a Genova, Olbia e in Maremma. Il 30% del suolo del nostro paese è coperta da edifici, infatti, si stima che ogni famiglia potrebbe possedere più di un appartamento a testa. Tutto ciò non è servito a dissuadere il governo dall'erronea e aggiungeremo datata convinzione che per superare la crisi e risolvere la questine abitativa bisognasse regale soldi e sgravi fiscali a costruttori, palazzinari e speculatori, così come previsto nel piano casa di Matteo Renzi.

Si continua a depredare i territori, con opere di costruzione che per altro non sembra riescano più a valorizzarsi e generare i profitti sperati. Partendo da questi punti, vorremo presentare a questi signori del cemento e al signor presidente del consiglio Renzi e a tutti i partecipanti al SAIE (salone internazionale dell'industrializzazione edilizia) l'unica possibile via d'uscita alla devastazione e alla crisi abitativa: L'AUTORECUPERO E LA RIQUALIFICAZIONE DEL COSTRUITO E NON UTILIZZATO.

La pratica di autorecupero dal basso, delle migliaia di edifici abbandonati, da una parte, sarebbe in grado di ridimensionare i costi che le amministrazioni locali devono sostenere per il decoro e la messa in sicurezza delle aree abbandonate, e dall'altra, di risolvere il problema dell'emergenza abitativa in cui versano le nostre città. Il vecchio slogan troppe case senza gente troppa gente senza casa è oggi più attuale che mai. Non c'è bisogno di costruire nuovi immobili per far fronte all'emergenza, ma di AUTORECUPERARE ciò che già esiste ed è già stato costruito, solo in questo modo potremo salvare le nuove generazioni e i nostri figli dalle catastrofi ambientali e contemporaneamente risolvere l'emergenza sociale determinata dal dramma della morosità incolpevole che porta allo sfratto e alla perdita della casa.

Il 22 Ottobre porteremo all'attenzione del presidente del consiglio, del ministro alle infrastrutture e dei loro amici costruttori il progetto dell'autorecupero, ci incontreremo alla 9 all'incrocio tra via stalingrado e via donato creti, per portare il nostro benvenuto all'inaugurazione del SAIE.

lunedì 6 ottobre 2014

FESTA DI AUTORECUPERO in quartiere San Vitale









La solidarietà dei vicini e il sorriso dei bambini alla prima festa dell'autorecupero all'occupazione di di Via Mura di Porta Galliera
Ieri all'occupazione abitativa di Social Log in via Mura di Porta Galliera c'è stata la prima festa dell'autorecupero. Dalla prima mattina mentre alcuni occupanti ritinteggiavano le mura esterne del palazzo occupato, altri offrivano la colazione ai passanti, e altri ancora preparavano la grande sala al piano terra che avrebbe ospitato il pranzo sociale e meticcio e altre attività.
L'autorecupero è la nostra pratica collettiva e proposta politica che sottrae stabili abbandonati al degrado e alla speculazione per ristrutturarli e renderli abitabili da chi non può più permettersi di pagare affitti e mutui. Con l'autorecupero tantissimi bambini riavrebbero il sorriso, e tanti lavoratori e lavoratrici riavrebbero la dignità che le misure di austerità, precarietà e disoccupazione gli hanno strappato via in questi ultimi mesi ed anni. Noi abbiamo già iniziato e tre grandi palazzi abbandonati da anni e oggetto di speculazione sono ormai la dimora degna per tantissime famiglie e precari di Bologna.
La festa di ieri ha raccontato la nostra storia di lotta e solidarietà al quartiere che ha risposto partecipando alle iniziative e portandoci sostegno concreto. Venerdì pomeriggio un gruppetto di una decina di attivisti di Forza Italia era venuto in quartiere a gridare odio e disprezzo contro la povertà e ad arrochirsi la voce per comandare sgomberi e violenze contro le occupazioni. I sorrisi dei bambini occupanti di ieri che hanno nello stabile occupato una nuova zona per giocattoli e il numero dei vicini solidali ci fa forza per continuare la nostra battaglia per la dignità e la giustizia sociale a partire dal diritto all'abitare.
L'articolo 5 del Piano Casa del Ministro Lupi continua a produrre sofferenze privando della residenza le famiglie che stanno autorecuperando gli stabili occupati da Social Log, il diritto all'infanzia, alla maternità, all'istruzione, alla sanità, all'accesso al lavoro e al redditto sono messi in pericolo da questa crudele iniziativa del governo Renzi. Chiediamo alla città di stringersi intorno a noi, e a sostenere la proposta politica dell'autorecupero e ad alzare la voce per cancellare l'articolo 5 .
L'autunno di lotta e solidarietà per il diritto all'abitare è iniziato e diamo appuntamento a tutti e tutte a partecipare alle assemblee e alle nostre attività che rivendicano casa, reddito e dignità per la nostra società così sofferente da impoverimento e austerità!

8 ottobre h18.30 a Social Log in viale masini 10 Assemblea cittadina della lotta per il diritto all'abitare
10 ottobre in piazza Verdi sit-in Piazza Libera Tutti e Tutte dalle 18h con gli occupanti di case video proiezioni, mostra fotografica sull'anno di lotta, microfono aperto, e collegamenti con le lotte di tutta Italia
16 ottobre Sciopero Sociale, Metropolitano e Logistico
18 ottobre presidio in piazza Maggiore dalle 18h per il diritto all'abitare e contro l'articolo 5 nella giornata di mobilitazione europea della lotta per la casa promossa dalla rete Abitare Nella Crisi
22 ottobre “La città del futuro siamo noi, città meticcia e solidale!” contestiamo l'inaugurazione del Saie la fiera delle speculazione edilizia

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